Giustino Fortunato

Giustino Fortunato è nato a Rionero in Vulture il 4 settembre 1848 da Pasquale e Antonia Rapolla. Trascorse l’infazia nella sua grande casa paterna. Col fratello Ernesto, di due anni più giovane, frequentò prima il collegio dei Gesuitia Napoli e poi il convitto degli Scolopi di San Carlo alle Martelle. Conseguita la licenza liceale s’iscrisse all’Università e si laureò, nel 1870 in giurisprudenza. Ma più che ai codici si applicò agli studi letterari seguendo le lezioni tenute da Giuseppe Settembrini e Francesco De Santis. Nel 1878 Giustino Fortunato, si presentò candidato al Parlamento nel collegio di Melfi e fu eletto con 560 voti contro i 404 assegnati a Floriano del Zio. Rimase alla camera ininterrottamente fino al 1909, quando rinunziò a ripresentare la sua candidatura. Il 4 aprile dello stesso anno, per i molti meriti acquisiti, divenne, con nomina regia, senatore del Regno. Entrò nel senato il 25 maggio 1909. I suoi discorsi parlamentari, i suoi scritti storici e politici, gli articoli pubblicati in numerose riviste sono tutti imperniati sul Mezzogiorno, denunciando e mettendo a nudo le cause delle arretratezze economiche, le tristi condizioni sociali ed evidenziando le incidenze negative dei fenomeni naturali. Le amare verità denunciate dal Fortunato sono alla base della famosa “Questione Meridionale” e degli auspicati interventi straordinari dello Stato a favore del Mezzogiorno. Fra le opere più significative citiamo: Pagine e ricordi parlamentari”1920; “Il Mezzogiorno e lo Stato italiano. Discorsi politici (1880-1910)”,1926; “In memoria di mio fratello Ernesto”,1928. “Le strade ferrate dell’Ofanto”,1927. Sulla figura di Giustino Fortunato, sulle numerose sue opere di storico, sull’impegno politico e parlamentare a favore del Mezzogiorno, sul divario Nord-Sud e sui rimedi per superarlo, hanno scritto molti illustri e autorevoli studiosi. Non a caso Giustino Fortunato è ricordato come “L’Apostolo del Mezzogiorno” e come “L’Ofantino”, appellativo tributatogli per l’impegno profuso per la realizzazione delle ferrovie ofantine. E’ morto a Napoli il 23 luglio 1932.

Nel 1860 i due fratelli Giustino e Ernesto Fortunato dovettero interrompere gli studi e ritornare a Rionero e assistere alle tristi vicende della loro famiglia, trascinata anch’essa dalle lotte antiche tra le famiglie più rappresentative per il dominio locale e taglieggiata dal Brigantaggio. Giustino Fortunato allora aveva appena 13 anni, ma impressionato da tanti avvenimenti cominciò a guardare i contadini con un sentimento di compassione per la loro vita disumana e comprese i loro improvvisi scoppi di violenza e di odio. Quando tornò la calma Giustino Fortunato e il fratello Ernesto ritornarono a Napoli per continuare gli studi, anche perché la famiglia, turbata da questi avvenimenti si trasferì a Napoli nel 1862. Conseguita la licenza liceale si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza nel 1870 si laureò. Dopo la laurea pensò che suo compito era quello di prodigarsi per il miglioramento del Mezzogiorno d’Italia. Così nel 1880 inizia la sua vita politica e entra a Montecitorio. Si potrebbe dire tanto di Giustino Fortunato, ma noi rioneresi siamo soprattutto debitori di due opere singolarmente a noi tutti utili: la divisione del territorio comunale con Atellane la strada ferrata dall’Ofanto a Potenza per il versamento orientale del Vulture. Nel 1884 infatti discute in Parlamento la questione sulle linee ferroviarie ofantine. Il 5 giugno1885 il Consiglio Superiore, dietro presentazione del progetto da parte della Società delle Ferrovie Meridionali, approva gran parte del progetto sul tratto da Potenza fino a Rionero. Un mese dopo la legge del 20 luglio 1888 n. 5550 che sanciva le convenzioni stipulate con le società esercenti per la costruzione di alcune linee complementari, fra cui la Rocchetta – Potenza.

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