Antichi reperti archeologici

In questi ultimi giorni si è diffusa nel nostro paese la notizia di ulteriori ritrovamenti archeologici nella zona Torre degli Embrici. Invitati dall’amministrazione comunale la nostra classe, insieme ad altre classi di quinta, si è recata in questa zona per rendersi conto di questo evento e per conoscere meglio la civiltà romana, anche in concomitanza con lo studio in storia di questa epoca.

Il Vulture in epoca romana

Intorno al 291 a.C. le popolazioni del Vulture furono sottomesse dai Romani che fondarono una delle più floride colonie a Venosa. Quest’ultima per la sua posizione geografica strategica, infatti, rappresentava un importante centro di comunicazione delle Puglie con la Lucania e dei Sanniti con Taranto.

Reperti romani di Venosa

Rionero era un “pagus” Venosino. Sicuramente era un centro strategico di raccolta delle truppe romane che in questa zona facevano i loro approvvigionamenti alimentari e si nutrivano dei prodotti della zona, tra cui carni di maiale tritate e conservate nelle budella dell’animale, dette dai romani le “lucanine”, le odierne salsicce. Importanti ritrovamenti archeologici confermano questa tesi.
Infatti, in contrada Serra S.Francesco, Cappella Priore e Padulo sono state riportate alla luce monete, sigilli in bronzo, mottoni con bolli, oggetti vari, ceramica a figure rossa, spiedi e candelabri in piombo appartenenti al V° secolo a.C. Nella zona di Rionero sono stati, inoltre, individuati alcuni resti di strutture tipiche dell’architettura romana tra cui Torre degli Embrici.

Torre degli Embrici

Torre degli Embrici è un insediamento agricolo termale, risalente al periodo romano, tra fine dell’età republicana e l’inizio dell’età imperiale (dal I al IV secolo d.C.). La villa patrizia era fornita di un calidarium, un tepidarium con annessa fornace, una fontana con vasca alimentata da fistulae di piombo circondata da murature. Sono state rinvenute diverse strutture appartenenti a vari ambienti, con fontana a nicchie e vasche, 28 monete di bronzo ed argento, coltelli ed utensili, armi in ferro, anfore da trasporto di produzione africana, monili in pasta vitrea e bronzo, frammenti di vasi di vetro, intonaci policromi ed elementi architettonici in marmo,abbondanti frammenti di intonaco dipinto, ceramica comune e dipinta, a pasta grigia, sigillata italica ed africana, a vernice nera, due lucerne intatte indicano la data del I secolo d.C., la presenza di piccole tessere suggeriscono la presenza di mosaici. Molto interessante è una statua acefala in marmo di Afrodite, copia di originali ellenistici risalenti alla scuola di Prassitele.
L’obiettivo dell’Amministrazione Comunale è di realizzare un Parco Archeologico.

Classe V B

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